24 mila euro per assumere disabili, ma le aziende preferiscono le multe

La Conferenza unificata (Organismo di cooperazione tra Governo e Regioni, Province, Comuni e Comunità montane) ha dato parere favorevole alla nuova misura promossa dal Ministero per le disabilità.
Un investimento concreto per trasformare il mercato del lavoro e garantire autonomia e vita indipendente ai giovani disabili fino ai 35 anni, un nuovo passo avanti per la coesione sociale e il talento, che potenzia l’esperienza positiva del fondo già istituito nel 2023, ha detto il Ministro della disabilità Alessandra Locatelli in un Comunicato di alcuni giorni fa.

🔷️ Stiamo parlando del contributo una tantum per l’inclusione lavorativa ex Dl 48/2023 riservato al Terzo settore da non confondere con gli incentivi ordinari ex art. 13 della Legge 68/99.
I due contributi comunque sono cumulabili.

🔴 I 25 milioni di euro stanziati sono destinati agli enti del Terzo settore (Ets), Organizzazioni di volontariato (Odv), Associazioni di promozione sociale (Aps), Cooperative sociali e Imprese sociali iscritte al Runts.
✅ Gli incentivi mirano all’inserimento lavorativo di giovani con disabilità di età inferiore ai 35 anni, assunti a tempo indeterminato.
➡️ La domanda andrà inviata dal datore di lavoro in modalità telematica tramite la piattaforma dell’Inps, che gestisce la procedura operativa e l’erogazione dei contributi.
➡️ Dopo il via libera della Conferenza unificata, l’iter richiede la pubblicazione del Decreto attuativo definitivo e della circolare operativa dell’Inps, che stabilirà i termini esatti di apertura della finestra per le domande.
🔴 L’ente o impresa sociale riceve 12 mila euro una tantum come bonus per l’assunzione, poi si aggiungono mille euro al mese per ogni mese di lavoro coperto, fino a un massimo di 12 mila euro aggiuntivi.
✅ In totale l’ammontare massimo per singola assunzione è di 24 mila euro complessivi erogati dall’Inps.
➡️ Ricordiamo che l’ex art. 13 della Legge 68/99 invece prevede una percentuale di rimborso sulla retribuzione lorda (dal 35% al 70%) in base al grado di disabilità e fino a un massimo di 5 anni.

🔷️ Dico per un amico…
🔴 In Italia ci sono circa 150 mila posti riservati a persone con disabilità che restano scoperti (dati portale Vita.it), e le sanzioni per chi non assume superano anche i 50 mila euro l’anno per ogni quota mancante, eppure molte aziende preferiscono pagare (na vergogna).
✅ L’obiettivo del bonus, come evidenziato dal Ministro Locatelli, è superare l’assistenzialismo, puntando su competenze, talenti e diritto all’autonomia.
➡️ Trasformare l’inserimento lavorativo da semplice “beneficenza” a reale valore aggiunto per l’azienda è la vera sfida, ma non basta incentivare l’ingresso, bisogna poi garantire la permanenza.
➡️ Bene il bonus quindi, ma da solo non basta, perché senza servizi, affiancamento e cultura organizzativa, la porta aperta rischia di trasformarsi in una porta girevole, come si entra si fa presto uscire.

(by Sergio Criveller – 31/08/2026)