L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) ha stabilito le nuove regole per le campagne sul gioco responsabile, pubblicando l’Atto integrativo, lo scorso 10 agosto, rivolto a operatori e media per contrastare la diffusione dei disturbi da gioco d’azzardo.
Ma come evidenziato in una nota comune da Maurizio Fiasco (presidente Alea, Associazione per lo studio del gioco d’azzardo) e Adriano Bordignon (presidente Forum nazionale delle associazioni familiari): ancora non ci siamo, le nuove norme non tutelano adeguatamente salute, famiglie e consumatori.
🔷️ C’è un business del gioco che si regge su circa 5 milioni di giocatori abitudinari, tra i quali ben 1,5 milioni di soggetti problematici.
Una media di 2.500 euro buttati all’anno, che significa una spesa di oltre 200 euro al mese a famiglia.
🔴 Cosa dice l’Atto integrativo (Delibera 200/26)?
✅ I concessionari avranno l’obbligo di destinare lo 0,2% dei ricavi netti (fino a un massimo di 1 milione di euro all’anno) a campagne informative e di sensibilizzazione sui rischi del gioco d’azzardo.
➡️ Arrivano regole più rigide sull’uso di influencer e volti noti, oltre che sulla visibilità dei brand commerciali nei messaggi di prevenzione, con l’obiettivo di evitare che la “sensibilizzazione” si trasformi in pubblicità promozionale o occultata.
✅ Saranno più chiari i confini tra informazione e promozione.
➡️ Definita una netta separazione tra le campagne di responsabilità sociale e i portali di informazione aziendale.
🔴 Perché le associazioni dicono che non basta?
✅ Il divieto assoluto di pubblicità introdotto nel 2018 con il Decreto Dignità ha spinto i colossi del settore a sfruttare zone d’ombra (dalle sponsorizzazioni indirette fino a sistemi che uniscono notizie e svago) per mantenere alta la visibilità dei propri marchi.
➡️ Centrare la prevenzione sul solo “autocontrollo” del singolo o sui soliti messaggi di avvertimento non risolve il problema, servono invece limiti strutturali concreti, in poche parole riduzione dell’offerta, tetti ai volumi di gioco e maggiori restrizioni sull’accessibilità territoriale (macchinette nei bar) e online.
🔷️ Dico per un amico…
🔴 Certo che affidare la tutela della salute pubblica a campagne informative finanziate dagli stessi concessionari che vivono del gioco d’azzardo, senza toccare minimamente l’accessibilità o mettere tetti alle giocate, è una boiata.
✅ Non stiamo parlando di chi compra sporadicamente un gratta e vinci, ma di una vera e propria voragine sociale, un rovina famiglie seriale.
➡️ Sperare che il giocatore dopo aver letto le avvertenze (nuoce alla salute) non giochi più… fa tanto sorridere.
(by Sergio Criveller – 27/08/2026)

