Il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica (Mase) dà il via al nuovo meccanismo nazionale di sostegno per l’idrogeno verde e il bioidrogeno.
400 milioni di euro all’anno e un tetto incentivabile fino a 200 mila tonnellate annue per accelerare la transizione energetica.
Uno strumento stabile e competitivo, ha detto il Ministro dell’ambiente Pichetto, per accompagnare la crescita della filiera italiana.
🔷️ Un’iniziativa, si legge nel Comunicato del Ministro Pichetto di metà agosto, per dare certezze a imprese e investitori, puntando sui settori industriali più difficili da elettrificare come i trasporti pesanti.
🔴 L’incentivo sostiene la produzione di idrogeno verde ottenuto tramite elettrolisi e di bioidrogeno da biomasse, biogas o biometano.
✅ L’accesso ai fondi avverrà tramite procedure pubbliche competitive con cadenza almeno semestrale, nel periodo compreso tra il 2026 e il 2029.
➡️ Le graduatorie premieranno l’efficienza economica perché l’assegnazione dei fondi avverrà in base al maggior ribasso offerto rispetto al prezzo massimo a base d’asta.
🔴 Con questo provvedimento, ha detto ancora il Ministro dell’ambiente Pichetto, mettiamo a disposizione del Paese uno strumento stabile e competitivo per accompagnare la crescita della filiera italiana dell’idrogeno rinnovabile.
✅ L’idrogeno rappresenta una leva strategica per la decarbonizzazione dell’industria e dei trasporti pesanti e questo meccanismo consentirà di sostenere gli investimenti più efficienti.
➡️ Dobbiamo valorizzare l’innovazione tecnologica e l’utilizzo delle risorse pubbliche secondo criteri di efficacia e sostenibilità, ha concluso Pichetto.
🔷️ Dico per un amico…
🔴 Il Ministro Pichetto al Meeting di Rimini, due giorni fa, ha ricordato che l’Italia ha fatto tanto sulle rinnovabili, ma c’è comunque bisogno del nuovo nucleare, ribadendo che entro fine anno usciranno i Decreti attuativi per il ritorno al nucleare.
✅ Ecco si parla solo di nucleare, di idrogeno… ma caro Ministro Pichetto da quanto tempo non parla più di Comunità energetiche rinnovabili (Cer), perché la sensazione (ma l’amico potrebbe anche sbagliare) è che l’energia diffusa e partecipata dai cittadini (Cer) sia diventata una macchina troppo burocratica in mano a tecnici e ai tempi del Gestore dei servizi energetici (Gse).
➡️ Idrogeno e nucleare richiedono grandi capitali centralizzati e infrastrutture complesse, mentre le Cer sono per definizione un modello decentrato, democratico e partecipato ma lasciato ahimè all’iniziativa dei territori (pensiamo per esempio alla Cer della Diocesi di Treviso).
(by Sergio Criveller – 26/08/2026)

