L’Agenzia delle entrate impone ordine nello Sport dilettantistico

E’ online da metà agosto la Circolare 7/E dell’Agenzia delle entrate che fornisce indicazioni sull’applicazione della nuova disciplina fiscale in materia di sport e lavoro sportivo (D.lgs. n. 36/2021).
Il quadro che ne emerge è quello di una riforma pensata per tutelare il settore, l’applicazione pratica rischia però di soffocare le piccole associazioni sportive sotto il peso di adempimenti e responsabilità fiscali sproporzionate.

🔷️ Dalle soglie di esenzione delle collaborazioni coordinate e continuative alle clausole statutarie, dai rimborsi per i volontari fino al regime Iva e al trasferimento degli atleti…

🔴 Trattamento fiscale di lavoratori e volontari: soglie e rimborsi.
✅ L’Agenzia conferma che la soglia di non imponibilità fiscale fino a 15.000 euro annui opera “a monte” sulla determinazione della base imponibile e si applica a prescindere dal contratto adottato (estendendosi anche al lavoro subordinato).
➡️ Per la parte eccedente, scattano le regole ordinarie del lavoro dipendente.
✅ I rimborsi spese forfetari per eventi o manifestazioni (fino a 400 euro mensili) concorrono al raggiungimento e al superamento del limite dei 15.000 euro.
➡️ Se il volontario ha già superato tale soglia nell’anno per altri compensi di lavoro autonomo sportivo, il rimborso forfetario diventa interamente imponibile e soggetto a ritenuta d’acconto (art. 25 D.P.R. n. 600/1973).
🔴 Società sportive dilettantistiche (Ssd), divieto di lucro e agevolazioni Irap.
✅ Le Ssd costituite come società di capitali o cooperative che inseriscono le clausole sul divieto di lucro “attenuato” devono comunque mantenere nello statuto il divieto assoluto di distribuzione degli utili (art. 148, c. 8 del Tuir) per fruire della decommercializzazione dei corrispettivi ai fini Ires e Iva.
➡️ L’esclusione dalla base imponibile Irap fino a 85 mila euro annui si applica a tutti i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa dell’area del dilettantismo, compresi i collaboratori con mansioni amministrativo-gestionali.
🔴 Disciplina Iva e raccolte fondi.
✅ Le prestazioni esenti rese dagli enti sportivi dilettantistici possono beneficiare della dispensa dagli obblighi di fatturazione e registrazione (art. 36-bis D.P.R. n. 633/1972), previa comunicazione all’Agenzia delle entrate.
➡️ La cessione del contratto di prestazione sportiva di un atleta da una Asd/Ssd a una società professionistica ha natura finanziaria e commerciale, così l’operazione resta assoggettata all’Iva con aliquota ordinaria.
➡️ Confermata la piena detassazione dei proventi commerciali connessi e delle raccolte pubbliche di fondi (fino a 2 eventi all’anno e nel limite di 51.645,69 euro) per tutti gli enti sportivi dilettantistici in regime ex L. 398/1991, inclusi quelli societari.

🔷️ Dico per un amico…
🔴 Serviva davvero far uscire una Circolare così complessa a metà agosto? Con la nuova stagione sportiva alle porte, sarà davvero difficile adeguare statuti e aspetti amministrativi, in pratica rappresenta l’ennesimo corto circuito tra i tempi della burocrazia e l’operatività dello sport dilettantistico.
✅ Entrando poi nel merito, qualche (molta) perplessità rimane sul meccanismo che prevede l’obbligo di cumulare i rimborsi spese dei volontari con eventuali altri compensi da lavoro autonomo sportivo, spostando poi sulle associazioni il controllo. Per evitare sanzioni, infatti, queste devono richiedere un’autocertificazione ai volontari prima di versare anche un solo euro; ma la cosa più pazzesca è trattare un rimborso spese come un compenso.
➡️ Meccanismo che sa tanto di beffa…

(by Sergio Criveller – 28/08/2026)