Giovani in fuga

In Germania un giovane laureato guadagna l’80% in più di un coetaneo italiano, sono parole del Governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta, nel corso del suo intervento all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università degli Studi di Messina il 15 gennaio scorso.

🔷️ Ancora Panetta: circa un decimo dei giovani laureati italiani si è trasferito all’estero, con incidenze più elevate tra ingegneri e informatici, figure professionali per le quali le imprese italiane segnalano una crescente carenza.
Nel 2024 si è raggiunto un record, con oltre 155 mila laureati andati via.

🔴 I giovani laureati, ha detto ancora il Governatore Panetta, si spostano alla ricerca di ambienti di lavoro in cui il merito sia pienamente riconosciuto.
✅ Questo attraverso contratti stabili, impieghi coerenti con le competenze e percorsi di carriera più dinamici.
➡️ Un vero e proprio esodo, dovuto anche a fattori economici, infatti un giovane laureato in Germania guadagna in media l’80% in più di un coetaneo italiano, in Francia il 30%.
🔴 Formare i giovani è un investimento ad alto rendimento per la società, sono parole sempre di Panetta, e quando un’economia non dispone di professionalità adeguate, il progresso tecnologico tende ad ampliare le disuguaglianze.
✅ I lavoratori con competenze più elevate ne traggono beneficio, mentre quelli con livelli di istruzione più bassi rischiano di rimanere indietro, la tecnologia diventa quindi un fattore di inclusione solo se incontra una forza lavoro preparata a utilizzarla.
➡️ Quindi, conclude Panetta, investire nella capacità dei giovani di scegliere, di crescere, di contribuire a un’economia più dinamica è a una società più giusta.

🔷️ Dico per un amico…
🔴 Le università italiane non saranno le migliori del mondo ma sono comunque prestigiose e in crescita nei ranking internazionali.
✅ L’Italia in poche parole fa un buon lavoro nell’istruzione e formazione ma poi si fa scappare i migliori.
➡️ Così non si va da nessuna parte…

(by Sergio Criveller – 20/01/26)