Il ritorno della Tassa piatta

La Circolare n. 3/E del 24 giugno 2026 dell’Agenzia delle entrate fa chiarezza sulle misure introdotte dalla Legge di bilancio 2026.
Il documento definisce l’applicazione pratica dell’imposta sostitutiva al 5% (tassa piatta) sugli incrementi retributivi e del 15% sulle maggiorazioni per lavoro disagiato.

🔷️ Un perimetro decisamente più allargato e conveniente per i lavoratori, che punta a premiare la stabilità contrattuale e a compensare le condizioni di lavoro più gravose.
Ecco, in sintesi, i chiarimenti dell’Agenzia delle entrate per i dipendenti del settore privato…

🔴 Imposta sostitutiva Irpef al 5%, la tassa piatta sugli aumenti.
✅ Estensione alle annualità precedenti.
➡️ Gli incrementi retributivi derivanti da rinnovi contrattuali firmati nel triennio 2024-2026, pagati quest’anno, beneficiano della tassa piatta al 5% anche se relativi ad annualità passate.
✅ Ferie e permessi inclusi.
➡️ Trattamento fiscale di favore confermato anche per gli incrementi corrisposti in relazione alla retribuzione dei giorni di ferie, festività soppresse e permessi.
✅ Requisiti e platea.
➡️ Il beneficio è riservato ai lavoratori dipendenti del settore privato con un reddito fino a 33.000 euro, per somme corrisposte dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026 in attuazione dei contratti collettivi.
🔴 Aliquota agevolata al 15% per il lavoro disagiato.
✅ Domeniche e reperibilità.
➡️ Via libera all’applicazione del 15% anche sulla maggiorazione per il lavoro svolto di domenica e sulle indennità di reperibilità previste dai contratti collettivi.
✅ Disponibilità remunerata.
➡️ Il beneficio sulla reperibilità si applica anche se il dipendente non ha poi effettivamente svolto l’attività perché queste somme remunerano infatti la sola condizione di disponibilità del lavoratore.
✅ Requisiti e limiti di spesa.
➡️ Riservato ai lavoratori con reddito non superiore a 40.000 euro.
➡️ Si applica a lavoro notturno, festivo, turni e giorni di riposo erogati nel 2026, entro il limite annuo complessivo di 1.500 euro.

🔷 Dico per un amico…
🔴 Spesso si torna a discutere tra flat tax (tassa piatta) e tassazione progressiva (a scaglioni). La questione, però, non è solo tecnica: riflette due visioni diverse su cosa sia giusto per una società, due idee opposte di giustizia sociale ed economica.
✅ La tassazione progressiva si basa sul principio della capacità contributiva: chi ha di più deve contribuire in modo più che proporzionale. I sostenitori della flat tax, invece, sostengono che un’aliquota unica sia più semplice da gestire e riduce l’evasione.
➡️ In Italia la flat tax si applica già in modo frammentato, pensiamo alle partite Iva fino a 85.000 euro o alle agevolazioni sui premi di risultato e sul lavoro disagiato, come scriviamo in questo Notes. Non esiste un sistema perfetto, ma un sistema più giusto ed equo sì. Tassazione progressiva tutta la vita.

(by Sergio Criveller – 3/07/2026)