Riforma della disabilità: i punti deboli

Fanno discutere i primi dati che emergono dalle Province dove è stata avviata la sperimentazione sulla Riforma della disabilità (introdotta dal D.Lgs. 62/2024 e modificata dal successivo D.Lgs. 50/2026).
Giù del 13% le domande di invalidità e questo, dicono dal Sindacato Cgil, a causa dell’estromissione dei Patronati dalla gestione diretta e non per i “furbetti” falsi invalidi.
La Riforma della disabilità ha introdotto diversi cambiamenti in termini di tutela e assistenza, ma soprattutto sono cambiate le modalità di riconoscimento della disabilità, affidando esclusivamente all’Inps il ruolo di accertatore unico con una procedura basata su un certificato dal medico di famiglia e una valutazione multidimensionale che tiene conto sì degli aspetti sanitari ma soprattutto del “Progetto di vita”, cioè la reale capacità di autonomia.

🔷️ Il calo delle domande evidenziato dalla Cgil tocca un punto centrale della riforma della disabilità.
Secondo i dati sollevati dal sindacato, nelle Province in cui è stata avviata la sperimentazione, l’estromissione dei Patronati dalla gestione diretta della prima fase di invio delle pratiche sta creando un blocco.

🔴 La Cgil fa notare che se il calo delle domande presentate (-13%) e di quelle accolte (-12,1%) è così drastico, non siamo di fronte a un taglio mirato sui falsi invalidi, ma a un ostacolo burocratico.
✅ Per molte famiglie il Patronato non è un passaggio in più, ma l’unico modo per veder riconosciuto un proprio diritto.
➡️ Secondo le stime del sindacato oltre 25 mila lavoratori fragili o con patologie gravi rischierebbero di rimanere esclusi dalle tutele previdenziali come l’assegno ordinario di invalidità o la pensione di inabilità.
🔴 Il calo delle domande, si legge nel sito della Cgil, non viene letto come una diminuzione dei “furbetti”, bensì come il risultato di una vera e propria corsa a ostacoli che scoraggia i cittadini più vulnerabili.
✅ Le criticità principali riguardano il nuovo Certificato medico introduttivo che richiede una descrizione approfondita dello stato di bisogno e dei fattori socio-ambientali basata sui criteri Icf (Classificazione internazionale del funzionamento) e la sua compilazione può richiedere molto tempo ai medici di base.
➡️ Di fronte alla complessità dei nuovi moduli, molti medici di base tendono a non occuparsene più direttamente, spingendo i cittadini a rivolgersi a visite specialistiche a pagamento.
✅ La scelta di accorpare la certificazione medica e l’avvio della domanda amministrativa esclude la consulenza preventiva dei Patronati, che storicamente assistono oltre l’84% dei richiedenti, aumentando il rischio di errori formali o abbandono della pratica.
➡️ Inoltre i medici legali dell’Inps si trovano a gestire un carico di lavoro notevolmente appesantito senza un adeguato potenziamento degli organici o delle piattaforme informatiche dedicate, si legge infine nel sito della Cgil.

🔷️ Dico per un amico…
🔴 La sperimentazione serve esattamente a questo, cioè testare il motore prima di partire definitivamente.
✅ Il “Progetto di vita” è una conquista di civiltà e non va toccato, ma la macchina per realizzarlo ha bisogno di una messa a punto urgente…
➡️ Reinserire i Patronati nella fase preventiva non significa fare un passo indietro sulla digitalizzazione, ma fare un passo avanti verso l’inclusione reale, perché i diritti non dovrebbero mai diventare una corsa ad ostacoli.

(by Sergio Criveller – 4/06/2026)