Una storia che parte da una quinta elementare e arriva fino al Consiglio di Stato.
Protagonista è un bambino con disabilità, al centro di un duro scontro tra i suoi genitori.
La scuola elementare lo promuove, il padre però chiede la ripetizione dell’anno.
La sentenza n. 1333/2026 della Sezione settima del Consiglio di Stato è stata pubblicata il 19 settembre 2026.
🔷️ Inizialmente il Tar aveva annullato la promozione.
E’ seguito comunque un anno scolastico vissuto in prima media e, alla fine, la decisione del Consiglio di Stato che chiude la vicenda: la promozione resta valida.
🔴 La storia vede un Consiglio di classe che decide all’unanimità di ammettere l’alunno disabile alla prima media.
✅ Il padre si rivolge al Tar della Campania sostenendo che la ripetizione della quinta elementare rispondeva alle indicazioni terapeutiche ed era già stata concordata.
➡️ Il Tribunale amministrativo gli dà ragione, annulla la promozione e rimanda il bambino in quinta elementare.
🔴 Reazione della madre e della scuola che presentano appello al Consiglio di Stato.
✅ La Sezione settima sospende la sentenza del Tar.
➡️ L’alunno viene reinserito in prima media e frequenta regolarmente l’anno scolastico.
🔴 Nell’anno 2025/2026 l’alunno è andato in prima media e viene promosso alla seconda con ottimi risultati.
✅ Il positivo inserimento conferma la bontà dello scrutinio iniziale e della decisione del Consiglio di Stato (sentenza 1333/2026).
➡️ Si chiude quindi la vicenda dando così ragione alla mamma.
🔷️ Dico per un amico…
🔴 Siamo presi davvero bene se per stabilire se un bambino debba fare la quinta elementare o la prima media sono serviti due gradi di giudizio, ricorsi e perizie, decine di migliaia di euro in avvocati, per scoprire alla fine che un bambino sta bene con i suoi coetanei.
✅ Il duro scontro tra genitori ha fatto smarrire di vista il benessere e l’integrazione che dovrebbero guidare ogni decisione, meno male che l’unico ad aver dimostrato maturità è stato il bambino, che nel frattempo è andato a scuola con ottimi risultati e si è fatto nuovi amici.
➡️ Quando le aule di tribunale diventano l’unico posto dove si decide la felicità di un figlio, tutti hanno perso.
(by Sergio Criveller – 21/09/2026)

