Quando il capo è un algoritmo…

Il Consiglio dei Ministri di giovedì 23 luglio 2026 ha approvato un Decreto legislativo di attuazione della Direttiva (UE) 2024/2831 dell’11 novembre 2024, che introduce, si legge nel Comunicato del Governo, una disciplina organica per tutelare i lavoratori delle piattaforme digitali, già prevista per i rider, applicabile a tutte le società che organizzano il lavoro in Italia, a prescindere da dove abbiano la sede legale.
Una vera e propria svolta per la gig economy: dalla presunzione di subordinazione al freno agli algoritmi padroni.

🔷️ Un algoritmo è un insieme di regole fisse per risolvere un problema, mentre l’intelligenza artificiale (Ai) usa un insieme di algoritmi per imparare e agire in modo simile agli esseri umani.

🔴 La presunzione di lavoro subordinato (quando c’è un’assunzione a tempo determinato o indeterminato) si applica a chiunque sia soggetto all’organizzazione, alle direttive e al controllo della piattaforma (anche tramite sistemi automatizzati).
✅ Sarà vietato monitorare lo stato emotivo o psicologico, le conversazioni private e l’esercizio dei diritti fondamentali.
➡️ Impossibile desumere dati su salute, convinzioni o orientamento sessuale.
🔴 L’algoritmo non può decidere da solo sui licenziamenti.
✅ Supervisione umana e obbligo di monitoraggio umano sui sistemi automatizzati, se generano rischi discriminatori, l’uso dell’algoritmo va sospeso o cessato.
➡️ Il lavoratore può pretendere motivazioni scritte e il riesame delle decisioni automatizzate, con diritto di rettifica e risarcimento danni in caso di errore.
🔴 Sicurezza, trasparenza e sanzioni.
✅ Misure di prevenzione anche per i rischi derivanti dai ritmi e dalle modalità dell’organizzazione algoritmica, con canali di segnalazione contro violenze e molestie.
➡️ Obblighi di informazione e consultazione dei sindacati, cooperazione tra autorità nazionali ed europee e tutele rafforzate contro le ritorsioni, supportate da un nuovo regime sanzionatorio.

🔷️ Dico per un amico…
🔴 Perché non diciamo chiaramente che la gig economy (modello economico basato sul lavoro a chiamata e occasionale, gestito tramite piattaforme digitali) è una vera schifezza, alla faccia della favola che attivando un’app si guadagna una montagna di soldi.
✅ Giovani lavoratori (molti extracomunitari) pagati sotto la soglia di povertà e gestiti da algoritmi che se ne strafregano di orari, turni, riposi, malattie e ferie, in parole povere una forma di caporalato digitale.
➡️ Questo Decreto ribadisce un principio irrinunciabile: la tecnologia deve supportare il lavoro non viceversa, ma funzionerà solo se ci saranno ispezioni efficaci e sanzioni tempestive, altrimenti rimarrà solo un buon provvedimento sulla carta…

(by Sergio Criveller – 4/08/2026)