I gioielli della Corona d’Italia… guardare ma non toccare

Con un Comunicato di fine giugno, il Ministero dell’economia segnala che sono stati verificati lo stato e la consistenza dei gioielli in dotazione alla Corona del Regno d’Italia, custoditi presso il caveau della Banca d’Italia fin dal lontano 1946.
Il plico, a distanza di ben 50 anni dall’ultima verifica formale, è stato aperto alla presenza del Ministro dell’economia, del Ministro della cultura e del Governatore di Banca d’Italia.
Dopo il controllo, i gioielli sono stati nuovamente sigillati e riposti.

🔷️ Un tesoro rimasto per 80 anni al centro di dispute giuridiche tra lo Stato italiano e gli eredi di casa Savoia.
Tutto ruota attorno al verbale di consegna del 5 giugno 1946 (firmato dall’allora ministro della Real Casa Falcone Lucifero e dal Governatore della Banca d’Italia Luigi Einaudi), che stabiliva che i beni venissero custoditi per essere “tenuti a disposizione di chi di diritto”, un capolavoro di diplomazia.
Ecco, in sintesi, i punti chiave del tesoro della Corona…

🔴 Cosa c’è esattamente negli 11 veli di lino dentro un caveau della Banca d’Italia dal 1946?
✅ Il tesoro non contiene una vera e propria corona fisica, ma una collezione di gioielli personali e di rappresentanza.
➡️ Spiccano il celebre diadema della Regina Margherita e la grande spilla a fiocco con pendente, oltre a svariati fili di perle, collari e bracciali.
✅ Si parla di ben 6.732 brillanti e oltre 2.000 perle, tutti finemente montati su supporti d’oro, d’argento e platino.
➡️ Le stime puramente economiche oscillano tra i 250 e i 300 milioni di euro, il valore storico e culturale è, invece, virtualmente inestimabile.
🔴 E adesso?
✅ Il fatto che il plico sia stato riaperto alla presenza delle massime cariche istituzionali, a mezzo secolo esatto dall’ultima ricognizione del 1976, potrebbe riaprire il dibattito sul futuro di questo patrimonio.
➡️ Molti storici auspicano da tempo che il tesoro possa finalmente uscire dai blindatissimi caveau di via Nazionale per essere esposto permanentemente in un museo.
🔴 Il nodo giuridico-costituzionale.
✅ Quando re Umberto II lasciò l’Italia, affidò i gioielli all’allora governatore della Banca d’Italia Luigi Einaudi, con la celebre formula di consegnarli a “chi di diritto”.
➡️ La XIII disposizione transitoria della Costituzione ha poi confiscato i beni degli ex re di casa Savoia, ma per i gioielli si è sempre discusso se facessero parte dei beni personali o di quelli della Corona e quindi dello Stato.
🔴 I Savoia intanto rivogliono i gioielli.
✅ Gli eredi di Umberto II hanno citato in giudizio la Presidenza del Consiglio, il Ministero dell’economia e la Banca d’Italia per riavere il tesoro della Corona.
➡️ Nel maggio 2025 il Tribunale di Roma ha stabilito che i beni appartengono allo Stato, ma la famiglia ha impugnato la sentenza, quindi la battaglia legale non è finita.

🔷️ Dico per un amico…
🔴 Lasciando perdere le dispute giudiziarie, sarebbe opportuno rendere i gioielli della Corona visibili a tutti, come accade, per esempio, per i gioielli della Corona britannica alla Torre di Londra, francesi al Louvre, danesi al Castello di Rosenborg o tedeschi nella Residenza di Monaco.
✅ Ha poco senso tenerli rinchiusi per altri 50 anni nel caveau della Banca d’Italia.
➡️ Esposti in bella mostra, magari al Quirinale, così che anche gli eredi di casa Savoia potrebbero finalmente (solo) ammirarli…

(by Sergio Criveller – 9.07.2026)