L’Europa dice sì all’esenzione Imu per le scuole paritarie

La Legge di bilancio 2026 stabilisce che gli immobili degli enti non profit (come le scuole paritarie spesso gestite da enti religiosi) non devono pagare l’Imu se la retta media che chiedono alle famiglie è inferiore a quanto lo Stato spende per ogni studente nella scuola pubblica (il cosiddetto Cms, Costo medio per studente, che oscilla tra i 7.000 e gli 8.500 euro a seconda del ciclo di studi).
La novità ora è che l’Unione europea ha dato un sostanziale via libera a questa impostazione tramite una comfort letter (un documento ufficiale anche se informale), riconoscendo che gli enti non profit che svolgono servizi sociali e d’istruzione meritano un trattamento fiscale differenziato.

🔷 L’Anci (Associazione nazionale dei comuni italiani) ha sollevato però forti riserve a causa, pensiamo, del potenziale impatto negativo sui bilanci dei Comuni.

🔴 L’immobile nel quale si svolge l’attività didattica è quindi esente dall’Imu se il corrispettivo medio che paga una famiglia alla scuola paritaria è inferiore al Cms.
✅ Il Costo medio per studente (Cms) è quanto lo Stato spende per ogni studente nelle Scuole pubbliche statali.
➡️ E’ di circa 7.000 euro per l’Infanzia, oltre 8.500 euro per le elementari, medie e superiori (dati del Ministero dell’istruzione e del merito).
🔴 Cosa sono le Scuole paritarie (da non confondere con le scuole private)?
✅ Sono scuole riconosciute dallo Stato italiano (Legge 62/2000) che, pur essendo gestiti da enti privati (quasi sempre da istituti religiosi, diocesi o parrocchie) sono finanziate con rette e contributi, ma sono parte integrante del sistema educativo nazionale, equiparate alle scuole statali in diritti e doveri, quindi sono scuole pubbliche a tutti gli effetti.
➡️ Rilasciano titoli di studio con valore legale pari a quelli delle Scuole statali, seguendo programmi ministeriali ma con maggiore autonomia organizzativa e didattica. 
🔴 La nuova disciplina agisce anche sul passato.
✅ Il criterio del Cms diventa quindi il punto di riferimento anche per le annualità pregresse, incidendo sui giudizi ancora pendenti.
➡️ Gli enti non commerciali che hanno applicato rette inferiori a tale parametro hanno la totale esenzione da Imu.
🔴 Ma ecco che arriva la svolta dell’Unione europea sugli enti non profit.
✅ La conferma in una comfort letter (un documento informale ma rassicurante emesso dalla Commissione europea) del marzo scorso sulle regole fiscali del non profit.
➡️ Si sta sviluppando in pratica orientamenti che legittimano regimi differenziati per gli enti senza scopo di lucro che prestano servizi di interesse generale con finalità sociale e solidaristica.
🔴 I Comuni però non ci stanno, e l’Anci (Associazione nazionale dei comuni italiani) solleva forti riserve a causa del potenziale impatto negativo sui bilanci dei Comuni.
✅ Secondo l’Anci, che cita una recente sentenza della Corte di giustizia tributaria del Piemonte, l’introduzione del Cms non è di semplice interpretazione e nega comunque l’efficacia retroattiva.
➡️ Inoltre la norma violerebbe la nozione di attività commerciale prevista dal diritto dell’Unione europea, configurandosi come un potenziale aiuto di Stato.

🔷 Dico per un amico…
🔴 La questione casse vuote dei Comuni va sicuramente affrontata e risolta ma su altri tavoli, non certamente contestando la Legge di bilancio e la svolta (finalmente) dell’Unione europea sull’Imu per le scuole paritarie.
✅ Comunque un’Europa che sviluppa una politica fiscale che agevola gli enti non profit impegnati nell’istruzione e nell’educazione è lungimirante.
➡️ Poter scegliere dove mandare i propri figli a scuola è un diritto imprescindibile.

(by Sergio Criveller – 22/06/2026)