Il Consiglio dei Ministri del 30 aprile 2026, ha approvato il nuovo Piano Casa, un pacchetto di misure per contrastare l’emergenza abitativa e incrementare l’offerta di alloggi attraverso un programma di riqualificazione del patrimonio pubblico di Edilizia residenziale pubblica (Erp) e sovvenzionata e un pacchetto di interventi per promuovere l’edilizia integrata, metodo collaborativo che unisce architetti, ingegneri e tecnici.
L’obiettivo dell’intervento è rendere disponibili, complessivamente, circa 100 mila alloggi in dieci anni.
🔷️ Le misure previste dal Decreto legge, come si legge nel Comunicato del Governo, poggiano su 3 pilastri.
🔴 Il primo pilastro prevede un programma straordinario di interventi per il recupero e la manutenzione del patrimonio attuale di edilizia residenziale pubblica e sovvenzionata.
✅ L’obiettivo del programma è recuperare e rendere disponibili circa 60 mila alloggi popolari, ora non assegnabili perché in condizioni non adeguate e che richiedono interventi di ristrutturazione e rifacimento degli impianti essenziali.
➡️ Per l’attuazione di tali interventi si prevede un pacchetto di semplificazioni e la nomina di un Commissario straordinario che dovrà attuare il piano di recupero e manutenzione, dopo aver definito gli interventi insieme agli Enti che gestiscono gli alloggi popolari.
➡️ Inoltre, si realizzerà un programma di riscatto di immobili Erp da parte degli assegnatari e la realizzazione di nuove case popolari, senza consumo di suolo, per la locazione a lunga durata con la facoltà di riscatto predefinita.
🔴 Il secondo pilastro del Piano prevede la concentrazione, in un apposito strumento finanziario gestito da Invimit Sgr (Investimenti immobiliari italiani), delle risorse di derivazione europea e nazionale che sono oggi destinate all’housing sociale e all’emergenza abitativa.
✅ Nell’ambito del Fondo di investimento verranno creati comparti specifici dedicati a ciascuna Regione, in modo da garantire che le risorse vengano utilizzate per le esigenze specifiche del territorio di riferimento.
➡️ Complessivamente, le risorse pubbliche messe a disposizione dell’intervento sono pari a oltre 10 miliardi di euro.
🔴 Il terzo pilastro crea le condizioni per attivare gli investimenti privati nell’attuazione del Piano Casa, con l’obiettivo prioritario di costruire alloggi da affittare o vendere ai cittadini a prezzi calmierati.
✅ Si introducono quindi semplificazioni burocratiche e procedure rapide per gli investitori e si prevede, tra l’altro, per gli investimenti superiori al miliardo di euro, la nomina di un Commissario straordinario che dovrà rilasciare un provvedimento unico di autorizzazione.
➡️ A fronte di tali semplificazioni, il privato dovrà in cambio garantire, su 100 alloggi realizzati, almeno 70 alloggi in edilizia convenzionata, da vendere o affittare a un prezzo scontato di almeno il 33% rispetto a quello di mercato.
➡️ Le procedure semplificate e accelerate saranno applicate esclusivamente alla quota di alloggi di edilizia integrata, mentre sulla restante quota si continuerà ad applicare la disciplina ordinaria.
🔷️ Dico per un amico…
🔴 Parlando di Piano Casa del Governo Meloni, è emerso (a sproposito) nel dibattito politico il riferimento al Piano Fanfani, lo storico piano Ina-Casa del 1949, uno dei progetti di edilizia pubblica più riusciti (forse al mondo) per qualità architettonica e impatto sociale, che ha portato alla costruzione di 350 mila alloggi.
✅ Ideato da Amintore Fanfani (un pilastro della Democrazia Cristiana, ha ricoperto 6 volte la carica di Presidente del Consiglio, 5 volte quella di Presidente del Senato, e ha guidato numerosi ministeri), il Piano mirava a risolvere la grave crisi abitativa del dopoguerra e a ridurre la disoccupazione attraverso la costruzione di alloggi popolari, finanziati da contributi statali, dei lavoratori e dei datori di lavoro; il Piano Casa del Governo Meloni invece prova ad essere un atto di manutenzione straordinaria dell’esistente.
➡️ Il Piano Fanfani ha dato una casa a chi non l’aveva, il Piano Meloni prova invece a dare una casa a chi non può permettersela, cercando di risolvere (speriamo) il paradosso di un Paese con una crisi abitativa complessa, con interi quartieri da riqualificare, con una enormità di affitti brevi, moltissime case vuote con prezzi inaccessibili e centri storici svuotati… mah.
(by Sergio Criveller – 5/05/2026)

