Ancora un Dfp di sole %

Il Consiglio dei Ministri di mercoledì 22 aprile 2026 ha approvato il Documento di finanza pubblica (Dfp) 2026.
Il documento, si legge nel Comunicato del Governo, è principalmente incentrato sulla rendicontazione dei progressi compiuti nel corso del 2025 nell’attuazione del Piano strutturale di bilancio di medio termine 2025-2029, in ottemperanza alla normativa europea che prevede l’invio alla Commissione europea di una Relazione annuale sui progressi compiuti.

🔷️ Non viviamo in condizioni normali, ha spiegato il Ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti, bisogna essere pronti e flessibili a rispondere alle situazioni di fronte a un mondo che ci ha posto delle sfide e che esige delle risposte, ma prontamente.

🔴 Cos’è il Documento di finanza pubblica (Dfp)?
✅ Il Documento di finanza pubblica contiene le politiche economiche e finanziarie decise dal Governo, e nel corso degli ultimi decenni i documenti programmatici hanno assunto sempre di più un ruolo chiave nella definizione ed esposizione delle linee guida di politica economica del Paese.
➡️ In una economia caratterizzata da continui e rapidi cambiamenti, essi svolgono una delicata e importante funzione informativa a livello nazionale, comunitario e internazionale, in grado di rendere pienamente visibili le scelte di policy, cioè le decisioni strategiche per raggiungere gli obiettivi di politica pubblica.
🔴 Le previsioni relative al Pil reale, si legge nel Comunicato del Governo, indicano per il 2026 una crescita dello 0,6%, inferiore rispetto a quella indicata nel Dpfp dello scorso ottobre (pari allo 0,7%).
✅ Tale andamento è confermato anche per il 2027.
➡️ Mentre le previsioni per il biennio 2028-2029 prefigurano una crescita annua dello 0,8%.
🔴 Il quadro di finanza pubblica è basato sulle stime di consuntivo pubblicate da Istat lo scorso 3 aprile.
✅ I dati di consuntivo per il 2025 mostrano un deficit al 3,1%, un valore lievemente superiore alle stime dello scorso ottobre (3%) contenute nel Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp), in ragione dei maggiori crediti edilizi (superbonus).
➡️ Tale stima si colloca, tuttavia, su un livello inferiore rispetto alla previsione del Psbmt (3,3%), poi confermata dal Dfp 2025, segnalando che il rientro verso la soglia del 3% è avvenuto a un ritmo più rapido di quanto inizialmente programmato.
🔴 Per l’orizzonte di previsione del documento, si legge sempre nel Comunicato, si conferma il percorso in discesa del deficit, sebbene su valori leggermente più elevati di quelli inclusi nelle previsioni del Dpfp 2025.
✅ In particolare, per quest’anno si prevede un deficit del 2,9%.
➡️ Successivamente, il deficit tendenziale scenderà ancora, attestandosi al 2,8% nel 2027 e al 2,5% nel 2028, per poi chiudere al 2,1% nel 2029.
🔴 Le stime di consuntivo relative al 2025, conclude il Comunicato del Governo, mostrano un tasso di crescita dell’indicatore della spesa netta pari all’1,9%.
✅ Le previsioni per gli anni successivi stimano che la crescita dell’indicatore si porterà nel 2026 all’1,6%, per poi aumentare nel 2027 al 2,2% e attestarsi all’1,7 nel 2028. 
➡️ Il rapporto debito/Pil, a partire da un dato di consuntivo del 2025 meno favorevole rispetto alle attese (137,1% del Pil), dopo l’incremento atteso nell’anno in corso (138,6 del Pil) che risente ancora dell’impatto di cassa dei crediti di imposta legati ai bonus edilizi, mostra una discesa già a partire dal 2027 (138,5% del Pil), che prosegue nel 2028 (137,9% del Pil) e nel 2029 (136,3%).

🔷️ Dico per un amico…
🔴 Di fronte a uno shock di tale portata, ha detto ancora Giorgetti, il Governo continuerà a sostenere i redditi disponibili delle famiglie e la liquidità delle imprese.
✅ Ma quando la narrazione del Documento di finanza pubblica (Dfp) è composto di sole % e alla fine queste non tornano perché è ancora colpa, dice il Governo, del Superbonus qualche domanda sorge spontanea…
➡️ Ma a quest’ora del mattino è vietato pensare male, siamo positivi e speriamo bene…

(by Sergio Criveller – 24/04/2026)