La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8675/2026, ha fatto chiarezza sulla rilevanza penale delle condotte corruttive verso un funzionario pubblico, anche quando il valore economico del regalo è modesto.
La vicenda trae origine da un imprenditore che aveva regalato cassette di pesce del valore complessivo di 130 euro, a due Ispettori del lavoro, per aver archiviato una pratica di controllo presso la sua azienda.
🔷️ La Corte d’Appello aveva invece precedentemente assolto l’imprenditore, ritenendo che il modico valore del dono (pesce) non integrasse la gravità necessaria per il reato di corruzione.
🔴 La rilevanza penale, scrive la Corte di Cassazione, sussiste anche se l’utilità percepita appare minima, perché ciò che conta è accertare se l’atto illecito del funzionario pubblico sia stata la causa del regalo.
✅ La Corte di Cassazione ha inoltre chiarito che il concetto di “regalia di modesto valore” (previsto dai codici di comportamento dei dipendenti pubblici per la cortesia ordinaria) non può mai legittimare la corruzione né giustificare atti contrari ai doveri d’ufficio.
➡️ L’orientamento della giurisprudenza più recente, scrive sempre la Cassazione, conferma che l’equilibrio di valore tra il regalo e il favore ricevuto è solo un elemento indiziario, non un requisito necessario per far scattare il reato.
🔷️ Dico per un amico…
🔴 In parole povere non si devono far regali ad un pubblico ufficiale, il gesto può essere interpretato come un tentativo di condizionare l’operato del funzionario.
✅ La scusa del modico valore non regge davanti ai giudici se c’è di mezzo un interesse d’ufficio.
➡️ La questione è quindi semplice, non si regala nulla (neanche un pesciolino)… punto.
(by Sergio Criveller – 10/04/2026)

