Habemus Decreto sulle Comunità energetiche

Quindi finalmente si parte? Non proprio.
Dopo ritardi e ritardi accumulati, la proposta di Decreto dovrà ora attendere il via libera della Commissione europea, solo così potrà entrare in vigore.

🔷️ Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto, in audizione ieri 23 febbraio in Parlamento, ha comunicato l’avvio dell’iter con l’Unione europea sulla proposta di Decreto che incentiva la diffusione di forme di autoconsumo di energia da fonti rinnovabili.

🔴 Con questo provvedimento, dice il Ministro Pichetto, diamo all’Italia una nuova energia tutta rinnovabile.
✅ Il testo, rafforzato e arricchito dalla consultazione pubblica, è uno strumento coerente con il doppio obiettivo di questo Governo:
➡️ la decarbonizzazione entro il 2030;
➡️ l’autonomia energetica.
✅ La ricchezza dell’Italia, dice ancora Pichetto, sono le sue comunità.
➡️ Il decreto le pone al centro di una strategia volta a produrre e consumare energia da fonti pulite risparmiando sui costi delle bollette.
✅ Se sapremo svilupparle come sistema Paese, conclude il Ministro, le Comunità energetiche si riveleranno un’enorme fonte di sviluppo economico sostenibile e di coesione sociale.
🔴 Il Decreto è incentrato su due misure: un incentivo in tariffa e un contributo a fondo perduto.
✅ I benefici previsti riguardano tutte le tecnologie rinnovabili, quali ad esempio il fotovoltaico, l’eolico, l’idroelettrico e le biomasse.
🔴 Chi vorrà associarsi in una configurazione di autoconsumo potrà ottenere una tariffa incentivante sulla quota di energia condivisa da impianti a fonti rinnovabili.
✅ La potenza finanziabile è pari a complessivi 5 giga watt, entro il 31 dicembre 2027.  
🔴 Riguarderà invece solo le Comunità energetiche realizzate nei comuni sotto i cinquemila abitanti, la misura che permette l’erogazione di contributi a fondo perduto fino al 40% dell’investimento.
✅ L’intervento può riguardare sia la realizzazione di nuovi impianti che il potenziamento di impianti già esistenti.
➡️ in questo caso la misura è finanziata con 2,2 miliardi di euro del Pnrr e punta a realizzare una potenza complessiva di almeno 2 giga watt e una produzione indicativa di almeno 2.500 giga watt l’ora ogni anno.
✅ Chi otterrà il contributo a fondo perduto potrà chiedere di cumularlo con l’incentivo in tariffa.
🔴 Gruppi di cittadini, condomini, piccole e medie imprese, ma anche enti locali, cooperative, associazioni ed enti religiosi.
✅ Chi sceglierà di associarsi ad una Comunità energetica, dovrà innanzitutto individuare sia un’area dove realizzare l’impianto con tecnologie rinnovabili che altri utenti connessi alla stessa cabina primaria.
🔴 Sarà necessario un atto costitutivo del sodalizio che abbia come oggetto sociale prevalente i benefici ambientali, economici e sociali.
✅ Il soggetto gestore della misura è il Gse che potrà verificare preliminarmente l’ammissibilità dei soggetti interessati al fine di garantire la possibilità concreta di accedere ai benefici della misura.

(by Sergio Criveller – 24/02/23)