La Cassazione ora frena sull’accesso ai conti bancari

Le Ordinanze n. 19956 e n. 19960, del 15 giugno 2026, della Corte di Cassazione introducono una svolta sui controlli indiscriminati.
I giudici scrivono che l’autorizzazione all’accesso ai conti correnti non è un semplice passaggio burocratico interno.

🔷 Se l’atto è carente, cioè se manca una motivazione rigorosa, i dati raccolti dal Fisco diventano inutilizzabili.
Fino ad oggi, l’autorizzazione allo svolgimento delle investigazioni bancarie era stato spesso considerato un semplice atto amministrativo interno.

🔴 Il punto centrale, scrivono di giudici della Cassazione, non è il diritto del Fisco di controllare i conti, ma come questo potere viene esercitato.
✅ La consultazione del conto bancario rappresenta un’intrusione nella vita privata e, come tale, richiede garanzie ferree:
➡️ rispetto rigoroso delle procedure;
➡️ confini chiari su cosa si sta cercando;
➡️ possibilità per il contribuente e per il giudice, di verificare l’operato dell’amministrazione.
🔴 Prima se il Fisco indagava su un professionista o un imprenditore, estendeva automaticamente il controllo al conto della moglie o del marito.
✅ Ora la Cassazione ha stabilito che un bonifico o la cointestazione del conto non bastano più, il Fisco deve dimostrare l’effettivo legame tra quel denaro (nel conto) e l’attività lavorativa del soggetto indagato.
➡️ Avere una delega su un conto terzi non fa presumere automaticamente di esserne il reale proprietario o beneficiario fiscale.

🔷 Dico per un amico…
🔴 La Corte di Cassazione non è la prima volta che affronta la questione delle verifiche sui conti correnti bancari, ricordiamo l’Ordinanza n. 4853 di fine febbraio 2024, dove confermava che l’Agenzia delle entrate per guardare sui conti bancari non ha obbligo di esibire l’autorizzazione, e poi l’Ordinanza n. 7403 di fine marzo 2025, dove si ribadiva che i controlli possono aver luogo anche se i conti correnti sono cointestati o intestati ad un familiare (entrambe Ordinanze trattate in questo Notes).
✅ Con le due ultime Ordinanze di metà giugno la Cassazione dice, in parole povere, gran calma sui controlli, motivazioni e procedure chiare, altrimenti i dati raccolti dal Fisco sono inutilizzabili.
➡️ Insomma un passo in avanti e due indietro (o viceversa, a seconda dei punti di vista)… mah.

(by Sergio Criveller – 25/06/2026)