Partita Iva e Terzo settore che gran pasticcio

Per la Partita Iva nel Terzo settore è tutto rinviato al 2036.
Il Consiglio dei Ministri, il 20 novembre, ha approvato un Decreto legislativo che, in attuazione della delega al Governo sulla Riforma fiscale (legge 9 agosto 2023, n. 111), introduce disposizioni in materia di Terzo settore.
Tra le principali modifiche, è stata inserita infatti una proroga di 10 anni, cioè al 2036, dell’entrata in vigore delle norme che avrebbero richiesto l’assoggettamento agli obblighi strumentali ai fini Iva, di tenuta della contabilità e fatturazione, per gli enti benefici che svolgono prestazioni nei confronti dei propri associati.

🔷️ La questione è il passaggio del regime Iva da esclusione a esenzione per le associazioni iscritte al Runts (Registro unico nazionale del Terzo settore).
Lo prevede la norma introdotta dal Decreto legge n. 146 del 2021 la cui entrata in vigore, ci sono state già 4 proroghe, era fissata per 1º gennaio 2026.
Pur non dovendo pagare l’imposta, infatti, gli Enti del Terzo settore non commerciali saranno costretti a dotarsi di Partita Iva e ad assolvere così una lunga serie di adempimenti burocratici e amministrativi, particolarmente gravosi e difficilmente sostenibili soprattutto per le realtà sociali più piccole, che rappresentano la gran parte del Terzo settore.

🔴 Prima di capire la differenza tra esclusione a esenzione Iva, è meglio comprendere quando oggi un Ente del Terzo settore deve aprire la Partita Iva?
✅ Ora è necessaria la Partita Iva nel momento in cui:
➡️ si ha ricavi da una o più attività commerciali, per esempio
apertura di un punto ristoro per la somministrazione di alimenti e bevande o alla vendita di beni, attività svolte in modo continuativo e non occasionale;
➡️ Ovviamente tali attività devono sempre essere secondarie e finalizzate a raggiungere gli scopi dell’ente.
✅ Al di fuori di questi casi, attualmente un’associazione può fare a meno della Partita Iva.
➡️ Infatti basta solo Codice fiscale per gestire le entrate da quote associative, dai contributi e corrispettivi dei soci e da erogazioni liberali.
➡️ Basta solo il Codice fiscale per stipulare contratti, per aprire conti correnti, per aprire utenze…
🔴 Ma ecco che arriva il Decreto legge numero 146/2021 che ha modificato il regime Iva per gli Enti del Terzo settore da esclusione a esenzione.
✅ Il Decreto è andato a definire come esenti Iva alcune operazioni svolte dagli Enti del Terzo settore che prima erano identificate come escluse, cioè fuori campo Iva.
➡️ Sono ora esenti Iva le prestazioni di servizi e cessioni di beni effettuate dagli Enti del Terzo settore in conformità alle finalità istituzionali, nei confronti di soci, associati o partecipanti, che svolgono attività dietro pagamento di corrispettivi specifici o di contributi supplementari.
➡️ Queste attività il Decreto le identifica come commerciali e non più non commerciali.
🔴 Il passaggio dall’attuale regime di esclusione Iva al nuovo regime di esenzione non è marginale, aprire la Partita Iva complica di molto la vita.
✅ Ci saranno conseguenze molto importanti a livello di oneri, di contabilità e di adempimenti necessari per ogni Ente del Terzo settore, aprire una partita Iva significa fatturare, registrare e fare le varie dichiarazioni fiscali.
➡️ Ai volontari non si può chiedere di occuparsi della gestione degli aspetti fiscali, e quindi ci sarà la necessità di rivolgersi a consulenti o commercialisti.
🔴 Di proroga in proroga…
✅ Una prima proroga vedeva l’entrata in vigore delle nuove regole dal 1° gennaio 2024, poi il Decreto legge 10 maggio 2023 n. 51, fissava il nuovo termine al 1° luglio 2024.
➡️ Poi i Milleproroghe 2024 sposta l’entrata in vigore del nuovo regime Iva al 1° gennaio 2025.
➡️ Poi ancora la Legge di bilancio 2026 sposta ancora l’entrata in vigore al 1° gennaio 2026.
✅ Ora la proroga è di 10 anni, cioè fino al 2036.

🔷️ Dico per un amico…
🔴 Tutto questo gran pasticcio, che ha portato poi alla serie di proroghe, nasce perché qualcuno ha deciso di modificare il regime Iva per gli Enti del Terzo settore da esclusione a esenzione.
✅ Ma è vera stupidaggine pensare che il rapporto tra associazione e socio sia come quello tra cliente e fornitore.
➡️ Ora ci sono 10 anni per capire come venirne fuori da questo pasticcio colossale perché aprire la Partita Iva per fare una bancarella di lavoretti di Natale è davvero surreale.

(by Sergio Criveller – 24/11/25)