Da luglio il Tfr va direttamente nel Fondo e pace sia

Da oggi, 1° luglio 2026, cambia completamente il modo in cui i lavoratori entrano nel mondo della previdenza complementare.
La Legge di bilancio 2026, del 30 dicembre 2025 n. 199, ha modificato l’art. 8 del D.Lgs. n. 252/2005, sostituendo il vecchio silenzio assenso con un vero e proprio meccanismo di adesione automatica.
Il lavoratore è così iscritto al Fondo pensione di riferimento previsto dal contratto collettivo.
Ha però 60 giorni per dire no.

🔷️ Con la recente Deliberazione del 19 giugno 2026, la Covip (Commissione vigilanza sui Fondi pensione) ha fornito i chiarimenti operativi attesi da datori di lavoro, fondi pensione e consulenti.
Ecco, in sintesi, cosa succede adesso…

🔴 Cosa cambia da oggi 1° luglio?
✅ Fino al 30 giugno (ieri) valeva la vecchia regola, cioè se non scegli nulla nei primi 6 mesi, il tuo Tfr finisce nel Fondo pensione tramite il classico silenzio assenso, da oggi 1° luglio la logica si ribalta.
➡️ Il lavoratore è considerato “aderente” alla previdenza complementare già dal primo giorno di lavoro, a meno che non rinunci espressamente.
✅ Con l’adesione automatica nel Fondo confluisce l’intero Tfr che matura, ma anche la contribuzione minima a carico del lavoratore per i Fondi pensione negoziali secondo i contratti collettivi, perché il vecchio silenzio assenso riguardava solo il Tfr.
➡️ Non stiamo parlando ovviamente dei contributi obbligatori Inps ma di quella piccola percentuale dal 0,5% al 2% di trattenuta per il contributo lavoratore che obbliga così anche il datore di lavoro a mettere la sua quota aggiuntiva.
🔴 Chi rientra nella novità?
✅ Chi viene assunto per la prima volta in assoluto nel settore privato (esclusi i domestici).
➡️ Chi cambia lavoro e ha già attiva un’adesione a un Fondo pensione alimentato anche dal Tfr.
🔴 Chi resta fuori?
✅ Nessun cambiamento o automatismo per:
➡️ chi ha già un rapporto di lavoro in corso e non cambia azienda;
➡️ i dipendenti delle Pubbliche amministrazioni;
➡️ i lavoratori domestici (colf, badanti);
➡️ chi nel precedente rapporto ha riscattato integralmente la posizione (mancando una posizione attiva, l’automatismo salta);
➡️ chi dichiara di non avere adesioni in corso o versava solo contributi senza Tfr (il trattamento resta in azienda ex art. 2120 c.c.).
🔴 Sono i 60 giorni per decidere il fulcro della riforma e il silenzio vale come conferma dell’adesione automatica.
✅ Per rinunciare all’adesione serve un atto scritto al datore di lavoro con effetto retroattivo per mantenere il Tfr in azienda (o Tesoreria Inps) o destinarlo ad altra forma pensionistica.
➡️ Si può inoltre conferire solo una % al Fondo (se gli accordi collettivi lo prevedono).
➡️ Se la retribuzione annua lorda (Ral) è inferiore all’assegno sociale annuo, il lavoratore può scegliere di non versare la propria quota di contributi.

🔷 Dico per un amico…
🔴 Il silenzio assenso è odioso, come anche l’adesione automatica, che porta a ritrovarsi iscritti a qualcosa senza aver capito cosa.
✅ Chi non dice niente, non dice niente, punto, è così difficile da capire.
➡️ Ci vuole tanto a chiamare il lavoratore e spiegare le cose… niente… ormai non si parla più a vis a vis, email… ma dai…

(by Sergio Criveller – 1/07/2026)