La denatalità non è solo un’emergenza nazionale, ma una trasformazione strutturale che attraversa l’intero continente europeo e mette a rischio la sostenibilità dei sistemi di protezione sociale.
Queste sono le parole di Valeria Vittimberga, Direttore generale dell’Inps, nel corso di un seminario svoltosi nei giorni scorsi a La Valletta (Malta).
🔷️ Nel 2024, il numero di nuovi nati nell’Unione europea è sceso a circa 3,55 milioni, segnando un calo del 3,3% rispetto ai 3,67 milioni del 2023.
Malta ha registrato il tasso di fecondità più basso (1,01), seguita da Spagna (1,10), Lituania (1,11) e Polonia (1,14).
L’Italia nel 2024 ha visto circa 370 mila nati, in forte calo rispetto ai 526 mila del 1995, e il tasso di natalità è sceso al 6,3 per mille.
Alcuni Paesi, come la Francia, tendono a mantenere tassi di natalità più alti rispetto alla media Europea, pur in un contesto di calo generale.
🔴 Il Direttore generale dell’Inps ha messo in luce il progressivo squilibrio tra contribuenti e beneficiari generato dall’invecchiamento della popolazione e dalla contrazione della forza lavoro, sottolineando come la questione dell’equilibrio intergenerazionale riguardi ormai l’intera Europa.
✅ Le politiche nazionali non sono sufficienti se non si inseriscono in una strategia europea più ampia.
➡️ Ha inoltre richiamato la necessità di un approccio coordinato a livello continentale.
🔴 Il Direttore Generale ha inoltre illustrato le misure adottate dall’Italia per sostenere natalità e lavoro femminile.
✅ Ha parlato di Assegno unico universale, di decontribuzione per le lavoratrici madri e di rafforzamento dei congedi parentali e di paternità.
➡️ Tutti strumenti, ha detto ancora il Direttore Vittimberga, che producono effetti nel lungo periodo e devono essere accompagnati da politiche del lavoro, servizi e modelli organizzativi capaci di sostenere concretamente le scelte delle famiglie.
🔷️ Dico per un amico…
🔴 Certamente le misure adottate dall’Italia sono nella direzione giusta, ma se si continua a non far figli significa che c’è qualcosa da rivedere… servirebbe, forse, un cambio di paradigma cioè passare dalla logica dell’emergenza (bonus) a quella della stabilità cioè servizi garantiti e prospettive di carriera compatibili con l’essere genitori.
✅ E poi basta con i continui proclami perché il tempo passa e si riduce sempre di più la possibilità di reazione…
➡️ Ma poi scusate… non è che aiuti molto affermare che la denatalità è un’emergenza europea, perché con il “mal comune mezzo gaudio” non si va da nessuna parte…
(by Sergio Criveller – 8/05/2026)

