Con l’Ordinanza n. 6988 del 24 marzo 2026, la Corte di Cassazione ha stabilito che la Naspi spetta solo nei casi espressamente previsti dalla legge e, in assenza di una formale lettera di licenziamento, l’accordo, anche se in sede sindacale, con cui un lavoratore accetta di lasciare l’azienda in cambio di un incentivo economico non è sufficiente a garantire l’indennità di disoccupazione.
La Cassazione ribalta così la decisione della Corte d’Appello di Bologna, che invece aveva detto ok alla Naspi contro il parere dell’Inps, per una risoluzione consensuale del rapporto, motivata da esigenze riorganizzative e accompagnata da un incentivo all’esodo.
🔷️ La Naspi (Nuova assicurazione sociale per l’impiego) è un’indennità mensile di disoccupazione erogata dall’Inps a sostegno dei lavoratori dipendenti che hanno perso involontariamente il lavoro.
Dura al massimo di 24 mesi ed è pari al 75% della retribuzione media mensile degli ultimi 4 anni, fino a un massimo di 1.500 euro mensili.
🔴 In sostanza la Corte di Cassazione ha tracciato un confine netto tra chi viene allontanato dall’azienda e chi sceglie di andarsene, anche se fortemente spinto da una somma di denaro.
✅ Per avere diritto alla Naspi, la perdita del lavoro deve essere involontaria.
➡️ Ci deve essere in pratica un licenziamento formale, una reale lettera di licenziamento, e inoltre l’incentivo all’esodo, soprattutto in caso di grosse somme, potrebbe essere interpretato come una risoluzione consensuale.
🔴 Molti lavoratori, come anche i datori di lavoro, pensano che la firma davanti al sindacato o all’Ispettorato del Lavoro basti a rendere l’accordo compatibile con la Naspi.
✅ Ma la Cassazione chiarisce che la sede “protetta” serve solo a garantire che il lavoratore sia consapevole che ha accettato liberamente di essere licenziato senza quindi far ricorso, che è tra i suoi diritti.
➡️ Se non c’è disoccupazione forzata l’Inps non deve pagare la Naspi, dichiara la Cassazione
🔷️ Dico per un amico…
🔴 La Cassazione dice, in parole povere, attenzione lavoratore se accetti un incentivo economico per firmare una risoluzione consensuale e non c’è un licenziamento formale, salta la Naspi.
✅ Non basta quindi che l’accordo sia conveniente per il lavoratore ma deve essere compatibile con le regole della Naspi.
➡️ A volte le cose però non vanno così e sotto sotto c’è l’accordo lavoratore e azienda… dico bene furbetti della Naspi?
(by Sergio Criveller – 8/04/2026)

