L’Agenzia delle entrate vuole tassare i bonifici tra parenti

Invece con l’Ordinanza n. 2211 di febbraio 2026, la Corte di Cassazione afferma che i bonifici tra parenti non è reddito tassabile e spetta all’Agenzia delle entrate eventualmente dimostrare il contrario e non può limitarsi a presumere la natura reddituale dei movimenti bancari, ma è tenuta a valutare concretamente le giustificazioni fornite dal contribuente.
Questa Ordinanza della Corte di Cassazione segna un punto molto importante a favore del contribuente, ribaltando un approccio che per anni ha visto l’Agenzia delle entrate godere di una posizione di forza quasi automatica grazie alle presunzioni legali.

🔷️ L’Agenzia delle entrate aveva avviato un accertamento nei confronti di un contribuente su movimenti bancari riferiti agli anni d’imposta 2013 e 2014.

🔴 Dopo la contestazione dell’Agenzia delle entrate il contribuente sosteneva la natura non reddituale di tali versamenti che erano riconducibili a rapporti familiari e a operazioni interne prive di rilevanza fiscale.
✅ Tra le movimentazioni contestate figuravano alcuni bonifici effettuati tra padre e figlio per sostenere un progetto di una attività agricola, somme poi in parte restituite.
➡️ Nonostante tali chiarimenti, l’Agenzia delle entrate aveva ritenuto non giustificate le movimentazioni, qualificandole come redditi imponibili e procedendo al recupero della tassazione.
🔴 Con l’Ordinanza n. 2211/2026, la Cassazione chiarisce che non c’è automatismo e l’Agenzia delle entrate non può limitarsi a “presumere” che un bonifico sia reddito solo perché manca una causale chiara e non generica, come per esempio “giroconto”.
✅ L’Agenzia delle entrate ha l’obbligo di analizzare le giustificazioni fornite e deve provare che quel passaggio di denaro non nasconda in realtà un compenso o una vendita in nero.
➡️ Tutto parte in definitiva da movimenti bancari non giustificati che possono essere considerati ricavi, in pratica una presunzione che può essere superata dal contribuente mediante prova contraria.

🔷️ Dico per un amico…
🔴 Attenzione quindi alle causali dei bonifici, non lasciarle generiche o in bianco, ma specificare per esempio “regalo papà”, “contributo per acquisto auto”, “contributo mantenimento università”, “prestito infruttifero”… così eviti l’algoritmo dell’Agenzia delle entrate che segnala il tuo bonifico come “anomalo”, più precisi si è, meno probabilità hai che un funzionario bussi alla porta per chiedere chiarimenti.
✅ Ma scusate in che mondo viviamo se non posso fare un bonifico a mia figlia senza specificare il motivo, ma solo per il gusto di farlo…devo invece per forza dire a qualcuno perché lo faccio….
➡️ … ma dai che roba è questa…

(by Sergio Criveller – 2/04/2026)