Ma che pasticcio le Province

Il Consiglio dei Ministri di martedì 10 marzo 2026, ha approvato, in esame definitivo, la “Nota metodologica relativa alla determinazione dei fabbisogni standard per le Province e le Città metropolitane per il 2025”, ai sensi dell’articolo 6 del decreto legislativo 26 novembre 2010, n. 216.
La Nota metodologica è il manuale di istruzioni che lo Stato usa per decidere come dividere le risorse finanziarie tra le Province e le Città Metropolitane, basandosi su parametri oggettivi anziché sulla spesa del passato.

🔷️ A proposito di Province, ma non dovevano essere morte e sepolte, invece sono sempre lì sospese e svuotate.

🔴 I fabbisogni standard sono il risultato di modelli statistici ed econometrici sviluppati da Sose (Soluzioni per il sistema economico) società italiana partecipata dal Ministero dell’economia (88%) e Banca d’Italia (12%), e si occupa di analisi dati, elaborazione degli Isa (Indici sintetici di affidabilità fiscale), calcolo dei fabbisogni standard.
✅ La Nota riguarda le funzioni fondamentali previste dalla Legge Delrio, tra cui:
➡️ manutenzione delle strade provinciali e regolazione del traffico;
➡️ gestione e manutenzione delle scuole secondarie superiori;
➡️ pianificazione dei servizi di smaltimento rifiuti e controllo emissioni.
✅ Per calcolare il fabbisogno del 2025, la metodologia incrocia diversi dati:
➡️ km di strade, numero di studenti, estensione del territorio, popolazione;
➡️ livello di disoccupazione, indice di invecchiamento;
➡️ costo del lavoro e delle materie prime.
✅ L’adozione della Nota metodologica per il 2025, si legge nel Comunicato del Governo, serve a garantire:
➡️ equità in modo che i territori con le stesse caratteristiche non ricevano risorse troppo diverse;
➡️ efficienza perché se un ente spende più del fabbisogno standard, deve giustificarlo o coprirlo con risorse proprie.

🔷️ Dico per un amico…
🔴 Per capirci qualcosa sulle Province bisogna tornare al Referendum costituzionale del 2016 che doveva cancellarle ma vinsero i No, e sono così rimaste lì con pochissimi fondi, a gestire chilometri di strade, centinaia di scuole e la raccolta dei rifiuti.
✅ Da anni si discute in Parlamento di ripristinare l’elezione diretta delle Province, tornando quindi a far votare i cittadini, e non come è ora che a decidere sono gli amministratori locali (Sindaci e Consiglieri comunali) in pratica una partita “umm’ a umm'”.
➡️ Le Province in questo momento sono degli enti fantasma, troppo deboli per funzionare bene, ma ancora troppo necessari (per strade e scuole) e allora o si tolgono definitivamente o si torna indietro a com’erano… davvero un gran pasticcio all’italiana.

(by Sergio Criveller – 18/03/2026)